PELLE E INQUINAMENTO ATMOSFERICO: COME SONO COLLEGATI?

 

Pelle e invecchiamento

Madre Natura ha alcune leggi incontrovertibili e una di queste è che ogni essere vivente invecchia. Lo vediamo tutti i giorni: nelle piante che sbocciano e appassiscono con le stagioni, nei bambini che crescono e nei genitori e nei nonni che invecchiano e lo notiamo in modo particolare in noi stessi quando ci guardiamo allo specchio. Linee sottili, rughe, macchie scure, iperpigmentazione (una sovraproduzione di melanina), ipopigmentazione (macchie più chiare indicative di scolorimento), macchie rosse, arrossamento e infiammazione, occhiaie, opacità, perdita di tono, un incarnato non più uniforme: possiamo non conoscere il termine scientifico per definire tutte queste condizioni, ma è certo che quando le vediamo vanno a colpire la nostra autostima.

I fattori dell’invecchiamento cutaneo

Ma cosa causa questi segni di invecchiamento e cosa possiamo fare per prevenirli? Come precisa il Dott. Björn Örvar, co-fondatore e CSO di BIOEFFECT, “Sono molti i fattori che influiscono sulla nostra pelle e sulla velocità del suo processo di invecchiamento.” Sebbene i geni svolgano un ruolo in questo processo, quanto importante sia questo ruolo non è ancora stato determinato. È stato inoltre scientificamente dimostrato che la pelle è influenzata dall’alimentazione e che risente degli effetti del fumo. Ma come sottolinea anche il Dott. Örvar, “Sappiamo che l’ambiente generalmente non è gentile con la nostra pelle.” L’inquinamento atmosferico infatti è estremamente dannoso per la cute. Un recente studio nel Journal of Investigative Dermatology, “Airborne Particle Exposure and Extrinsic Skin Aging” (Esposizione al pulviscolo atmosferico e invecchiamento cutaneo estrinseco - dicembre 2010), ha valutato l’effetto dell’inquinamento atmosferico sull’invecchiamento cutaneo in 400 donne. È emerso che “L’esposizione all’inquinamento è risultata significativamente correlata ai segni di invecchiamento cutaneo estrinseco.” In effetti, uno dei risultati più sorprendenti dello studio è stato scoprire che le macchie scure possono non essere collegate esclusivamente all’esposizione al sole, come si era sempre pensato, bensì anche allo stress ossidativo.

I dati scientifici in parole semplici

Quando parliamo di inquinamento e pelle, ci riferiamo nello specifico a nanoparticelle nell’inquinamento che causano stress ossidativo nell’organismo. L’ossidazione è la perdita di elettroni da parte di una molecola, un atomo o uno ione durante una reazione. La ruggine, per esempio, è il risultato dell’ossidazione. Lo stress ossidativo nell’organismo si verifica quando la molecola di ossigeno si divide in singoli atomi con elettroni spaiati: questo è ciò che viene detto un radicale libero. Proprio come i guanti o le scarpe, gli elettroni sono nati per esistere in coppia, quindi questi singoli atomi con elettroni spaiati setacciano opportunisticamente l’organismo a caccia di elettroni con cui appaiarsi, danneggiando in questo modo cellule, proteine e DNA. Altro dato importante, lo studio ha concluso che le nanoparticelle nell’inquinamento sono risultate associate “a macchie più pigmentate sul viso e pliche nasolabiali più pronunciate.”

È un dato di fatto che l’inquinamento abbia effetti dannosi sull’ambiente, chiaramente lo stesso vale per la nostra salute e il nostro benessere. Con fino a 1.400 sostanze chimiche che si depositano sulla nostra pelle ogni giorno, l’inquinamento può causare danni profondi. È tempo di prendere molto sul serio i suoi effetti sulla pelle.

 


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